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- Titolo: Una storia quasi soltanto mia
- Autori: Licia Pinelli, Piero Scaramucci
- Editore: Feltrinelli
- ISBN: 8807721414
- Pagine: 224
- Prezzo: 8,50 Euro
Licia Pinelli rilascia questa confessione a Piero Scaramucci nel 1982 e di recente è stata ripubblicata da Feltrinelli. Licia Pinelli è la vedova del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che in circostanze che, ancora oggi, purtroppo sono ancora da chiarire precipitò da una finestra della Questura di Milano. Era il 1969 e da pochi giorni era esplosa la bomba in Piazza Fontana, Pinelli era trattenuto proprio per quel motivo, ma la sua innocenza sarà poi stabilita alcuni anni più tardi, mentre le circostanze che lo videro misteriosamente cadere dalla finestra durante l’interrogatorio non sono ancora chiare. A questa vicenda è legato anche l’assassinio del Commissario Calabrese, la cui implicazione nella morte dell’anarchico non potrà mai più essere chiarita.
Il libro intervista ripercorre quel periodo storico attraverso i ricordi di Licia Pinelli e della sua vita con il marito. Una testimonianza unica e rara sia perchè capace di restituire il clima di quei difficili anni sia perchè la vedova Pinelli ha raramente rilasciato dichiarazioni, ma ha chiesto invece diverse volte che venisse fatta chiarezza sulla morte di un innocente. Il libro è di grande interesse perchè offre uno sguardo diretto su un momento storico su cui è ancora difficile fare chiarezza e perchè la vicenda non ancora risolta è una pagina tragica della storia politica italiana che non deve essere dimenticata.
Non raggiungere la verità giudiziaria è una sconfitta dello Stato. È lo Stato che ha perso appunto perché non ha saputo colpire chi ha sbagliato. Perché in un modo o nell’altro, voglio dire direttamente o indirettamente, Pino è stato ucciso. E poi non è una questione di vincere o di perdere: semplicemente uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste.
Licia Pinelli


