E’ il programma salvafamiglie d’Italia, seguito da un numero crescente di papà e mamme ansiosi di ricevere i consigli d vere esperte: è Sos Tata, in onda su La7 ogni settimana. Tata Francesca, la “tata bionda” tanto amata dai bambini, ha raccolto nel libro “Cara Francesca…” (ed. Kowalski) le situazioni più spinose ma anche emblematiche che le è capitato di incontrare nella sua attività di educatrice dentro e fuori lo schermo. Francesca Valla è infatti innanzitutto una maestra con esperienza ventennale; il programma televisivo è un’avventura iniziata qualche anno fa che lei porta avanti con passione, ma durante le vacanze estive.
Il libro contiene utili consigli per genitori disorientati nel loro ruolo, con esempi concreti tratti dalla realtà, che, come in tutte le cose, è sempre la migliore maestra. Ad esempio, ha sottolineato l’autrice, “riscoprire l’importanza dei rituali quotidiani, come mettere a nanna il bambino, da ripercorrere ogni giorno”. Sono molti gli accorgimenti che possono migliorare l’intesa e la coesione famigliare (“niente tv nella camera dei bambini e nemmeno in quella dei genitori!”), ma soprattutto è importante ricominciare a dire “no” ai nostri figli, perché, ricorda Tata Francesca, “il No è un atto d’amore. Anche il bambino ricerca il confine, vuole sentire di avere dietro di sé un genitore che ‘lo tiene’”.
Noi di Libriblog abbiamo colto l’occasione per rivolgerle qualche domanda:
Qual’è secondo te il problema maggiore dei padri e delle madri di oggi ?
“E’ voler essere a tutti i costi il genitore perfetto. E’ invece utile sbagliare, ogni tanto, sperimentare il nostro ruolo di genitore. Si educa anche attraverso gli errori. Dobbiamo allontanarci dall’idea della perfezione, anche nel contesto scolastico. L’errore aiuta a riflettere e a scoprire nuovi modi di arrivare alla conoscenza”.
Sei in primo luogo una maestra. Scuola e famiglia spesso entrano in conflitto riguardo all’educazione dei ragazzi…
“Vivo la mia realtà in modo molto sereno. Oggi più che mai è però necessario che i vari soggetti che concorrono all’atto educativo facciano sistema. L’importante è definire bene i rispettivi ruoli, di insegnante e genitore, in modo che non si creino sovrapposizioni”.
I genitori però appaiono disorientati.
“Non è più possibile per loro applicare i metodi educativi con cui sono stati cresciuti, che era sostanzialmente “verticale”, autoritario, ma ben definito. Ecco perché è importante lavorare “in orizzontale”, confrontando le proprie esperienze e formando relazioni con altre realtà educative”.
Spesso i bambini traggono i loro modelli da contesti molto diversi da quelli a cui è affidata la loro educazione: ad esempio, si rivolgono alla televisione. Come possono gli educatori contrastare eventuali influenze negative?
“E’ importante che la famiglia stimoli il bambino ad essere critico, dando delle regole, definendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. In questo modo il bambino impara ad autoregolamentarsi. La televisione, con opportuni limiti, può diventare un mezzo educativo. E’ importante però commentare insieme quello che si vede”.
Riesci a mantenere dei legami con le famiglie che incontri nel programma Sos Tata?
“Sì, mantengo questi rapporti a lungo nel tempo e questo mi dà la possibilità di capire se i cambiamenti sono davvero significativi. Poi, naturalmente, i bambini crescono, e quindi le sfide cambiano, per per seguire tutti in ogni fase della crescita dovrei dividermi in cento…”
Sarebbe bello però. Magari riuscirebbe anche a fare un salto a casa nostra. Non ne avreste bisogno anche voi?



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