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- Titolo: Piave
- Autore: Alessandro Marzo Magno
- Editore: Il Saggiatore
- ISBN: 9788842816270
- Pagine: 261
- Prezzo: €16.00
Non è un romanzo, non è un saggio o una semplice cronaca, e non è nemmeno una guida. Il nuovo libro di Alessandro Marzo Magno però è tutte queste tre cose insieme, ed è soprattutto un libro che ci prende per mano e ci accompagna, visivamente in una lenta passeggiata lungo tutti i 229 chilometri del corso del Piave, facendoci scoprire luoghi e persone che hanno una storia precisa, che hanno fatto parte della storia del fiume “sacro alla Patria”. Un fiume mitico, di cui molto è stato scritto, un fiume che ha dato i natali a molti personaggi importanti per l’Italia, da Tiziano a Dino Buzzati che proprio dalle rive del Piave, subito dopo la tragedia del Vajont mandava le sue corrispondenze emotive e sentite al Corriere della Sera.
Ma anche una terra che pare essere stata dimenticata, ingoiata dalla Storia come il ricordo di un tempo lontano che ora non c’è più: allora ecco che l’occhio del lettore è invitato a posarsi e a scoprire la storia della Grappa Piave o del formaggio Piave, del Prosecco di Valdobbiadene, del boom delle occhialerie. A visualizzare le cime dei monti che da entrambe le sponde sembrano abbracciare il fiume le cui acque hanno lavato il sangue di molte guerre. E lungo il tragitto di discesa dalle due fonti del fiume fino alle due foci ecco che incontriamo anche “l’Osteria senza oste”, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e dove i passanti entrano, si servono e lasciano i soldi in una cassetta.
Ma il libro è anche un’occasione per incontrare i vecchi zattieri, che storicamente navigavano il fiume per portare tronchi oppure i pescatori che fino a ventiquattro chilometri all’interno della foce potevano pescare pesci di mare, per scoprire come l’acqua del Piave sia fonte di energia e la sua ghiaia sia considerata oro bianco. E se la sorgente del fiume (o sarebbe meglio dire le due fonti) è facilmente riconoscibile indicata da una targa e un monumento, discorso diverso per la foce: “quale?” si chiede l’autore, ricordando che lungo i secoli il percorso del fiume è stato troncato diverse volte, fino alla foce che il Fiume si è scavato da sé nel 1935, che però si perde fra le acqua paludose, sporche, dove nemmeno un cartello indica la fine del corso. Con uno stile che mischia cronaca, memoriale e reportage di viaggio, Alessandro Marzo Magno fa vivere sulle pagine del suo libro il lento scorrere di un fiume costellato di cimiteri e musei, sulle note della celebre canzone “La leggenda del Piave“, un luogo ancora oggi intriso di fascino e mistero, anche se forse è passato di moda.

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