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La philo-Sophie dello Shopping secondo Kinsella

Articolo scritto da Sara Pupillo

Come mi piacciono i vestiti nuovi. Sono sicura che se tutti potessero indossare abiti nuovi ogni giorno la depressione non esisterebbe.

È con questo tipo di filosofia che Sophie Kinsella ha fatto appassionare milioni di lettrici (e qualche lettore) in tutto il mondo ai romanzi della serie I Love Shopping (The secret dreamworld of a Shopaholic, in lingua originale) raccontando, a partire dal 2000, la vita quotidiana di Becky Bloomwood, che nei vari episodi passa da venticinquenne giornalista economica single, a personal shopper, moglie e mamma, attraversando i cambiamenti della vita senza mai essere sfiorata da segni di maturità o saggezza.

Becky ama la pizza con spinaci e uovo, soffre di sindrome da shopping compulsivo, combatte tenacemente ma senza successo contro il limite della carta di credito e si batte contro il cattivo gusto nell’abbigliamento.

Tutto ebbe inizio con Bridget Jones nel 1996, e il romanzo rosa, con l’aggiunta di humour inglese e di protagoniste con professioni nella moda o nella comunicazione, si trasformò in chick-lit, con un esercito di giovani autrici: Helen Fielding, l’apripista con i due volumi delle avventure sentimentali e professionali di Bridget Jones, è poi scomparsa dopo altri romanzi di minore successo; sono arrivate poi l’irlandese Marian Keyes, le americane Candance Bushnell (quella di Sex & the City e Il diario di Carrie), Jennifer Weiner e Lauren Weisberger (Il diavolo veste Prada).

Sophie Kinsella, che sembrava partita come una fra le tante, si è, invece, trasformata nella più prolifica e nell’unica autrice di best-seller non legati alla trasposizione tv o cinematografica (il film I love shopping, tratto dal primo volume della serie, è arrivato nel 2008, quando l’autrice era già una stella internazionale).

Oggi la Kinsella, nome d’arte di Madeleine Whickam (con cui ha firmato alcuni romanzi di minore successo) ha al suo attivo 6 episodi di I love shopping: I love shopping, I love shopping a NY, I love shopping in bianco, I love shopping con mia sorella, I love shopping per il baby, e il recentissimo I love mini shopping, tutti editi in Italia da Mondadori.

Oltre a questi, ha pubblicato quattro divertentissimi romanzi che non fanno parte della serie ma ne mantengono l’ironia, la verve e la freschezza: Sai tenere un segreto?, La dea della casa, Ti ricordi di me? e La ragazza fantasma. Sophie Kinsella ama le sue protagoniste: ne ama soprattutto i difetti, le rende maldestre, un po’ fannullone e superficiali. E, con tipico humour inglese, sostituisce il romanticismo e il sesso dei romanzi rosa con lo shopping.

A dieci anni dall’arrivo della serie I love shopping, oggi gli snob della letteratura non possono ignorare il fenomeno Kinsella, che ha venduto più di tre milioni di copie ed è stata tradotta in 30 lingue. Possono, invece, abbandonarsi per qualche ora alla lettura leggera e appassionante di una delle sue tante avventure.

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1 risposta a “La philo-Sophie dello Shopping secondo Kinsella”

  1. giulia scrive:

    Avevo un po’ di pregiudizi riguardo alla Kinsella, ma questa recensione mi ha fatto cambiare idea

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