Uno spettro si aggira per il mondo. Quello dei tagli alla cultura. Un fantasma neanche troppo evanescente che rischia di far scomparire molte importanti realtà culturali, peggio dei dissennatori di Harry Potter. Si aggira tra le macerie della crisi economica mondiale. Come nei migliori film dell’orrore, cerca vendetta per quanto è accaduto ma si sfoga contro persone innocenti. L’unica, magra consolazione è che tutti ci ritroviamo sulla stessa barca. Dal Nord al Sud Italia, dall’Europa agli Stati Uniti.
Proprio negli Stati Uniti si stanno moltiplicando le manifestazioni di protesta. E a
lcune meritano davvero la palma d’oro per l’originalità. Anche nel Paese dello zio Sam le biblioteche sono state particolarmente colpite dai tagli decisi dal governo. Alcune associazioni di categoria hanno quindi lanciato una protesta a doppio binario che viaggia sul filo della Rete: da un lato, la creazione di blog informativi come Losing Libraries. Dall’altro, l’organizzazione di spettacolari flash mob. Le foto di quest’articolo si riferiscono a un flash mob organizzato a maggio nella biblioteca pubblica di New York (fonte: Visboo). Gli avventori della biblioteca si sono ritrovati a condividere libri e banconi con alcuni fantasmi che volevano simboleggiare lo spettro della chiusura e l’indifferenza sociale dinanzi alla morte della cultura. Non è mancato però l’happy end in puro stile hollywood, con l’arrivo di scatenati “ghostbuster” che hanno liberato la biblioteca “infestata”.
Un modo divertente per colpire l’opinione pubblica e sensibilizzarla. Un’idea che si presta ad essere ripetuta, magari in altri modi, anche
nel vecchio continente. Chi lavora nel mondo della cultura non può che ingoiare frustrazione e rabbia per la situazione attuale: la crisi economica non è certo stata provocata da una cattiva gestione del settore culturale. La colpa, semmai, è di banche e finanzieri “creativi” che hanno giocato con le cifre con una leggerezza incredibile. Questi settori però non sono stati quasi per nulla toccati dalla scure fiscale che si è abbattuta sul resto dei settori.
Il Belpaese ha reagito. Le provocazioni dell’assessore capitolino alla cultura Umberto Croppi (da Repubblica: “Facciamo tutti una serrata. Chiudiamo i musei per un giorno perché qualcuno non si è accorto di quello che stava scrivendo. Mandiamo una cartolina a chi, nelle prossime ore, dovrà decidere. Dobbiamo mandare un messaggio ai nostri interlocutori”) non sono certo rimaste isolate nel panorama culturale italiano. All’incontro del 6 luglio organizzato al
Museo Maxxi di Roma, promosso da Federculture per “fare il punto” sui tagli, anche l’assessore bresciano alla Cultura Andrea Arcai ha tuonato contro i “tagli indiscriminati” e ha sottolineato che “la cultura è un volano per l’economia” e che “nemmeno in Grecia hanno puntato lì per risparmiare”. Roma e il profondo Nord uniti in un unico grido di protesta.



Salve mi chiamo Francesca ,vorrei farvi una domanda: In che modo i finanzieri e le banche hanno causato questa situazione?Scusate ma io non sono molto esperta in queste cose però amo molto leggere , ci tengo ad arricchirmi e penso che il valore della cultura debba essere trasmesso ai giovanissimi .Imparare a pensare significa imparare a vivere ,e la cultura ha un ruolo importante da questo punto di vista , insieme e all’informazione e alla formazione , così ho deciso di approfondire su questo argomento e vorrei che mi aiutaste a capire meglio questa situazione, se potreste anche suggerirmi delle valide fonti di informazione ve ne sarei grata. I miei saluti.