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- Titolo: Grande Romanzo Europeo
- Autore: Koen Peeters
- Editore: Duepunti
- ISBN: 9788889987377
- Pagine: 344
- Prezzo: 15,00 euro
All’inizio, è solo un piccolo quaderno. E’ il moleskine su cui Robin, manager di una società commerciale belga, annota le curiosità incontrate durante i suoi viaggi in tutta Europa. Tra le pagine si incontrano le notizie più disparate, quasi tutte apparentemente inutili: come si dice “cicogna” in mezza dozzina di lingue, una frase ad effetto buttata lì da un tassista di Praga, la bellezza di una donna croata che guarda il sole, le riflessioni di un giovane autostoppista che cerca di raggiungere Budapest, il gesticolare teatrale degli ebrei romani. “All’inizio di trattava di parole e numeri scarabocchiati sul palmo della mia mano o sul mio braccio. Poi ancora frasi, brani più lunghi. Li ho annotati capitale dopo capitale, capitolo dopo capitolo” scrive Robin. Lo fa per sé. Per capire l’Unione Europea, il nuovo mondo che sta faticosamente cercando di uscire dalla crisalide del “Vecchio Mondo” e che ha trovato nella sua città, Bruxelles, il proprio “ombelico”. Ma lo fa anche per il suo capo, Théo, un anziano imprenditore che ha dedicato la sua vita al lavoro ma che nasconde un passato doloroso, intimamente legato alla Storia d’Europa e a un vecchio mulino sperduto nella campagna.
Théo gli ha pregato di viaggiare il più possibile, per incontrare i partner commerciali, certo, ma anche per vedere, capire e raccogliere quante più informazioni possibile. E’ inquieto, Théo. Perseguitato dai fantasmi del proprio passato. Ma è anche un uomo solo. Come Robin, che cerca faticosamente di costruire relazioni umane con persone incontrate per caso (o forse no). Niente accomuna più della solitudine. Ecco perché è nata l’Unione Europea. “L’Europa è un banda di gnomi che danzano nella notte. Sono in cerca d’amore ma si fanno del male a vicenda. Vogliono tutti essere il più grande”, dice Théo sospirando sulla sua collezione di francobolli. “E’ la mescolanza, la fusione, il calderone. E’ l’unica amorevole casa che Théo poteva immaginare per sé. Come una tenda protettiva che in basso era aperta da tutti i lati”.
36 capitoli. 36 capitali. Un lungo viaggio alla ricerca di un‘identità europea che vada al di là dei mobili Ikea. Un cammino che è splendidamente rappresentato dalla copertina del romanzo, due prese elettriche una di fronte all’altra: ovviamente, sono incompatibili. E’ il senso paradossale dell’Europa: un mondo in cui abbiamo un unica moneta ma leggi diverse, in cui non occorre più il passaporto ma è impossibile viaggiare senza un adattatore elettrico universale. Ma Robin è una persona positiva: “Lo so che l’Europa spesso è un gigante con abiti troppo stretti, un bambino che si sente già adulto e si strofina gli occhi per mandare via il sonno. O un gioco di società per politici. Ma alla fine, andrà tutto bene”.
Un libro destinato a diventare un classico della futura Letteratura Europea. Forse non avvincente in senso classico ma capace di lasciare nel cuore il germe del cambiamento. Soprattutto, ottimo da leggere in viaggio grazie a capitoli corti e incisivi. E per la facilità con ci si immedesima nel protagonista. L’Europa è già in viaggio. E gli europei?


