Le intermittenze della morte: il viaggio letterario di José Saramago

José Saramago, Premio Nobel per la letteratura, nacque il 16 novembre 1922 ed è scomparso il 18 giugno 2010. Uno dei suoi lavori più intriganti è Le intermittenze della morte, pubblicato nel 2005. Questo romanzo affronta il desiderio umano di sfuggire alla morte, offrendo una narrazione ricca di significati e riflessioni profonde.

La morte e la sua economia

In questo romanzo, José Saramago esplora la dimensione economica della morte, la confusione della Chiesa di fronte all’assenza della mortalità e la necessità della morte nel ciclo della vita. La storia è ambientata in un paese senza nome dove, a partire dal 31 dicembre, nessuno muore più. L’euforia iniziale lascia presto spazio a problemi inaspettati: chi traeva profitto dalla morte vede svanire il proprio reddito e la Chiesa si interroga sul suo ruolo senza la resurrezione.

La rinascita della morte

Dopo sette mesi, la morte, incarnata in una figura femminile, annuncia il suo ritorno tramite una lettera scritta a mano e inviata ai media. Da quel momento, le lettere viola della morte raggiungono regolarmente i loro destinatari. Tra questi destinatari c’è un violoncellista, la cui lettera viene respinta, aggiungendo mistero alla trama.

Un romanzo stratificato

Lo stile di Saramago è complesso e ricco di livelli, con periodi lunghissimi che riflettono un profondo processo di riflessione. Le intermittenze della morte non si inserisce facilmente in un genere specifico, oscillando tra il romanzo distopico e quello filosofico. Questo viaggio fantastico va oltre la semplice paura della morte, esplorando numerosi timori e tormenti che emergono quando la paura della morte si dissolve.

I temi del romanzo

Le paure dei personaggi sono molteplici e variegate. Gli abitanti di questo paese senza nome devono confrontarsi con i loro timori rimasti una volta che la paura della morte è svanita. La narrazione di Saramago sfida il lettore a riflettere sulle implicazioni della vita senza fine.

Vita e opere di José Saramago

José Saramago nacque il 16 novembre 1922. Interruppe presto gli studi e si trasferì a Lisbona in cerca di lavoro. Lavorando, riuscì ad acquisire una vasta cultura letteraria che lo portò a diventare direttore letterario e di produzione in una casa editrice. Il suo primo romanzo, Terra del peccato, venne pubblicato nel 1947. Nel 1998, Saramago ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Saramago morì il 18 giugno del 2010 a Tías.

Uno degli aspetti distintivi delle opere di Saramago è la narrazione di eventi da prospettive insolite e controverse, mettendo in luce il fattore umano dietro gli eventi. Molte delle sue opere possono essere considerate allegoriche. Saramago era noto per le sue frasi lunghe e l’uso anticonvenzionale della punteggiatura. Non utilizzava virgolette per i dialoghi, né punti interrogativi per le domande, e i suoi periodi potevano estendersi per più di una pagina, interrotti solo da virgole dove altri scrittori avrebbero usato punti.

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