La lingua verde: recensione del libro di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota
di Redazione
15/05/2025
È facile inciampare in un accento fuori posto o in un apostrofo dimenticato, e quel breve istante di incertezza può rallentare qualsiasi e-mail o relazione di lavoro. La lingua verde, libro di Valeria Della Valle e di Giuseppe Patota, nasce proprio per sciogliere quei nodi che si creano quando la grammatica sembra farsi labirinto: un volume ordinato dalla A alla Z, pensato per chi desidera una bussola chiara e affidabile, priva di rigide lezioni e, al contrario, ricca di esempi tratti dall’uso quotidiano.
Le pagine scorrono con leggerezza, merito di uno stile che sa insegnare senza appesantire, e invitano il lettore a riscoprire quanto l’italiano sia vivo, sorprendente e in costante trasformazione.
Una bussola alfabetica per districarsi fra accenti e apostrofi
La struttura alfabetica favorisce la consultazione rapida: basta aprire alla lettera desiderata per trovare, in poche righe, la spiegazione di un dubbio o la conferma di una regola. Ogni voce è agile, compatta e priva di giri di parole: chi cerca la grafia corretta di qual è oppure intende ricordare la differenza tra dà e da non deve fare altro che individuare la pagina giusta.
Il formato da “vocabolario tascabile” nasconde, dietro la semplicità, un grande lavoro di selezione e aggiornamento, così che il lettore trovi anche neologismi recenti, forme ibride nate dalla rete e modi di dire riaffiorati dalla tradizione.
L’esperienza di Della Valle e Patota
Valeria Della Valle e Giuseppe Patota possiedono una rara capacità divulgativa: sanno coniugare rigore accademico e tono colloquiale, trasformando regole spesso percepite come aride in narrazioni vivaci e persino giocose.
Ecco perché, oltre a chiarire argomenti spinosi, introducono piccole prove di abilità lessicale che stimolano la curiosità. Questo metodo rende l’apprendimento quasi inconsapevole: mentre si gioca, si interiorizzano costrutti utili a scrivere con maggiore sicurezza.
Un invito a scoprire la vitalità dell’italiano
Le parole cambiano abito con il passare degli anni, entrano nell’uso quotidiano termini provenienti dall’inglese o dalla tecnologia, e altri, considerati obsoleti, tornano improvvisamente di moda.
Gli autori accolgono questo continuo movimento come un segno di energia della lingua, respingendo l’idea che l’italiano sia materia immobile. Con esempi concreti mostrano come nuove accezioni possano coesistere con usi tradizionali, offrendo al lettore strumenti per orientarsi tra alternative valide e forme ormai sconsigliate.
La lingua verde si rivela utile a studenti, professionisti e a chiunque desideri scrivere senza esitazioni: può stare sulla scrivania accanto al dizionario, pronto a essere aperto quando serve. Tenerlo a portata di mano significa ridurre il tempo impiegato a fare ricerche online, evitare errori e accrescere, giorno dopo giorno, la consapevolezza del proprio stile.
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