Quello che ti nascondevo, di Marina Di Guardo: recensione del thriller psicologico

Marina Di Guardo ritorna sulla scena letteraria con un’opera intensa. Il suo ultimo lavoro, Quello che ti nascondevo, è un thriller psicologico che si sviluppa su due livelli narrativi: il primo legato al mistero di alcune morti violente e il secondo focalizzato sul dolore e sul tormento del protagonista, che improvvisamente si rende conto che la sua vita passata era una completa illusione.

Marina Di Guardo non è nuova al genere thriller, avendo già fatto il suo debutto nel 2012 con il romanzo L’inganno della seduzione. Ha dimostrato una notevole versatilità letteraria, esplorando anche altri generi e distinguendosi per la sua capacità descrittiva.

La trama del romanzo

Quello che ti nascondevo inizia con il falso suicidio di una donna di nome Giuditta, messo in scena da un assassino freddo e calcolatore. Si racconta anche la storia di Allegra, la defunta moglie del protagonista, Giacomo, un imprenditore ricco ma noioso. Queste due trame, inizialmente separate, si intrecciano inaspettatamente nel corso della storia.

Le scoperte sconvolgenti e l’indagine personale

Un anno e mezzo dopo la morte di Allegra, avvenuta a causa di una caduta da un dirupo mentre faceva jogging, Giacomo scopre per caso che sua moglie aveva un amante. Sconvolto, decide di indagare su questo aspetto del passato di sua moglie, anche a rischio di scoprire che tutto il suo matrimonio era stato un inganno.

Giacomo scopre che Allegra incontrava l’amante in un hotel cinque stelle sul Lago Maggiore. Visitando l’hotel, Giacomo si trova di fronte a rivelazioni ben più sconvolgenti di un semplice tradimento.

La capacità dell’autrice di delineare il profilo psicologico di Giacomo è notevole. Lui è un uomo comune, non un detective, e questo aspetto lo rende particolarmente reale e vicino al lettore, che si trova a condividere le sue ansie e i suoi turbamenti come se fossero propri.

La storia prosegue e il protagonista trova la serenità con Elena, la receptionist dell’hotel. La felicità di Giacomo si trasmette al lettore come se fosse parte di un’esperienza di realtà virtuale, rendendo il racconto molto coinvolgente.

Un crescendo di domande per il lettore

Marina Di Guardo trasporta il lettore all’interno della realtà narrativa attraverso una scrittura intensa e coinvolgente. Il romanzo si sviluppa in un crescendo di tensione, rendendo ogni momento di tranquillità sospetto, in attesa del prossimo colpo di scena.

Quello che ti nascondevo analizza le paure profonde dell’uomo comune, soffermandosi su reazioni e situazioni in modo tale che il lettore non possa fare a meno di chiedersi su come reagirebbe se si trovasse nelle stesse circostanze di Giacomo.

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